ATTENZIONE: Da oggi, lunedì 28 luglio 2008, questo blog sarà ufficialmente uno e trino: su "Glottodiversity" si troveranno i post di linguistica, su "La croda" i post di montagna" e su "Saturalanx" tutto il resto che mi passa per la mente: arte, musica e filosofia soprattutto (per rimediare alla mancanza, per ora, di una pagina specifica). Chiedo scusa per la macchinosità dell'operazione, ma il motivo è un'esigenza di chiarezza: dedicare ai miei argomenti principali spazi separati tali da permettere a voi lettori una più agevole navigazione e ricerca degli articoli, vantaggio che certo compensa il piccolo disagio della frammentazione. Inoltre saranno copiati sulle diverse pagine di competenza gli articoli già pubblicati, pur non rimuovendoli dalla loro sede originaria. Divide et imperat.

sabato 16 febbraio 2008

Paolo Jachia, Umberto Eco

Paolo Jachia, Umberto Eco. Arte semiotica letteratura, Manni editore, San Cesario di Lecce, 2006
pecora nera!
giudizio complessivo da 0 a 10 : 4


Il mercato editoriale è pieno di misteri. Certuni fanno paura, cert'altri fanno piangere dalla disperazione di non riuscire a comprenderli. Altri, poi, fanno ridere. E questo è appunto il nostro caso. Il libro è ridicolo. Non saprei davvero cosa aggiungere, perché non ho molto da dire, se non esprimere la mia perplessità. È un buon esempio di come si possano riempire pagine senza dire alcunché. Cosa ho imparato? Nulla, se non che questi sono i libri che bisogna leggere (con parsimonia, per carità!) per imparare cosa non bisogna fare qualora se ne voglia scrivere uno. Ma vegnimo a dire el merito: nelle intenzioni il libro vorrebbe “...ricostruire in maniera sintetica il lungo e coerente percorso di Umberto Eco [...] e dimostrare alcune affermazioni che mi pare opportuno esplicitare subito in forma sintetica e che avranno, mi auguro, compiuta dimostrazione nei paragrafi successivi” (pg.11). Sulla sintesi ci siamo, fors'anche troppo. Ciò che invece non sono riuscito a ritrovare, nonostante gli auguri, è la “compiuta dimostrazione”. Del percorso intellettuale di Eco si comprende ben poco, non c'è un'esposizione chiara del suo pensiero, la partizione in capitoli è confusa e non contribuisce a delineare con chiarezza l'argomento che si è scelto di trattare. Solo chi già conosce Eco può orientarsi attraverso le poche pagine malamente raffazzonate, e non perché il volumetto sia accessibile solo agli addetti ai lavori, bensì perché solo chi ha presente le idee di Eco può rinvenire nel disordine espositivo qualche ologramma del personaggio. Si ritrova la polemica con Croce dei primi anni, l'eredità del magistero etico di Pareyson, l'incontro con Jakobson e la polemica con Derrida e il decostruzionismo, si ritrovano insomma, come è normale che sia, i nodi centrali della vicenda intellettuale di Eco. Si ritrovano, sì, ma dove sono le loro origini profonde? il loro intreccio in strutture di pensiero complesse e articolate? Questo non sono riuscito a capirlo. Criticabile anche lo stile, con il continuo ripetersi di espressioni quali “coerentemente”, "in coerenza a", “cosa che sostanzia” ed altre ancora francamente poco piacevoli, non di per sè, poco piacevoli perchè ripetute con troppa insistenza e in contesti non appropriati. Le uniche boccate d'aria sono parole non sue, sono le citazioni da Eco e da altri, che non possono non risultare appartenenti ad altre galassie di discorso anche al più sprovveduto lettore. Insomma, non c'è organicità, non si capisce dove il discorso voglia andare a parare, quale sia l'idea che lo sostiene. Altra cosa che non ho gradito sono le autocitazioni. Esse, si sa, sono un vizio tollerato, non foss'altro con la giustificazione di una giusta pubblicità o del giusto orgoglio per il frutto delle proprie fatiche. Il limite a tutto ciò, come è ovvio che accada, è dettato dal buon gusto e dal senso della misura. Nel nostro caso, invece, l'autore, si autocita in bibliografia attraverso l'elenco di ben quattordici (!) pubblicazioni; è il più citato degli autori insieme a Segre. Credo sia un eccesso fuori luogo. Concludendo: a proposito di Eco, l'autore scrive (pg.7) “...la bibliografia su di lui, in italiano, è quantitativamente ancora non molto ricca ed inoltre, spesso, è consegnata a testi che non sono divulgativi o di non facile reperibilità...”, insomma si propone un testo “rapido” e “divulgativo” (sic!) per colmare la lacuna e consegnare al panorama editoriale italiano una guida per gli studenti. Il libro è stato pubblicato sotto questi auspici. Tuttavia, temo, una guida per gli studenti ancora non esiste.

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