ATTENZIONE: Da oggi, lunedì 28 luglio 2008, questo blog sarà ufficialmente uno e trino: su "Glottodiversity" si troveranno i post di linguistica, su "La croda" i post di montagna" e su "Saturalanx" tutto il resto che mi passa per la mente: arte, musica e filosofia soprattutto (per rimediare alla mancanza, per ora, di una pagina specifica). Chiedo scusa per la macchinosità dell'operazione, ma il motivo è un'esigenza di chiarezza: dedicare ai miei argomenti principali spazi separati tali da permettere a voi lettori una più agevole navigazione e ricerca degli articoli, vantaggio che certo compensa il piccolo disagio della frammentazione. Inoltre saranno copiati sulle diverse pagine di competenza gli articoli già pubblicati, pur non rimuovendoli dalla loro sede originaria. Divide et imperat.

sabato 10 maggio 2008

Un Seneca al giorno... con uno Heidegger di torno

Mi trovo a leggere contemporaneamente le due opere massimamente rappresentative non solo, direi, di due diversissimi filosofi, ma anche di due diversissimi modi di fare filosofia. Si tratta delle Epistole morali a Lucilio di Seneca e di Essere e Tempo di Heidegger. Ho scritto “mi trovo” a leggerle. In effetti la loro compresenza nel mio attuale carnet di letture è più dovuta al caso che ad una volontaria ricerca, perché solo oggi mi sono accorto della singolarità del fatto. Ho sorriso malizioso, compiaciuto di calarmi a momenti alterni in due mondi filosofici lontani e per tempo e per stile, ed anzi non sono solo compiaciuto, provo un frizzante piacere per questa inattesa altalena filosofica. Filosofie diverse, fors'anche opposte, direbbero alcuni, eppure, chissà perché, il poterle maneggiare con disinvoltura e in contemporanea mi consente di apprezzarne gli aspetti di somiglianza, sicché, pur nelle enormi differenze, sono portato a notare tra Seneca e Heidegger prima le tangenze che non le divergenze. Essi hanno declinato la loro ricerca in modi opposti, tali che le Lettere di Seneca possono anche leggersi a più riprese, quasi in maniera desultoria, diversamente da Essere e Tempo, opera che richiede un'attenzione continuata e non si presta assolutamente ad una lettura che salti di qua e di là; differenza, questa, che segna la distanza anche nella costruzione del pensiero, volta alla determinazione di un rigoroso sistema per Heidegger (almeno ancora all'altezza cronologica di Essere e Tempo) e alla libera raccolta di pensieri e precetti per Seneca. Non per niente sono i filosofi come quest'ultimo gli autori preferiti da chi ama raccogliersi in libera lettura, da chi è senza orari e senza una marmorea costanza, autori che si possono leggere sotto una pianta come in metró. Eppure, con mia sorpresa, finisco per sovrapporli spesso, più spesso di quanto credessi. Chissà dove arriverò. Ne darò comunque conto, per ora mi diverto a leggere un Seneca epistolografo e propositore di sentenze a rimedio dell'angoscia dell'Esserci. Vale.


1 commento:

Blackjack Trainer ha detto...

These are all fairy tales!